Report incontro del 7 marzo 2007 a Cosenza
Il giorno 7 marzo 2007 a Cosenza, come precedentemente annunciato sulla lista
italy process, si è svolto un incontro fra coloro i quali sono interessati
alla creazione di un IMC calabrese. La partecipazione, in termini numerici è
stata abbastanza incoraggiante (totale di 8 persone). Sono stati trattati i
seguenti punti:
1. Prologo I: perché indymedia ha chiuso temporaneamente.
Si introduce una breve discussione sulle cause che hanno portato alla chiusura
di italy.indymedia 1.0; base della discussione è stata fornita dal documento
dell’ultimo Meeting X
2. Prologo II: il lavoro del vecchio nodo calabrese di indymedia
Esaurito il primo punto dell’O.d.G. si è passati a trattare il secondo,
ossia si è tentato di condurre un’analisi sommaria dell’attività del
vecchio nodo calabrese di indymedia. I principali punti deboli sono stati
individuati nel fatto che non sono stati svolti molti meeting sul territorio,
ciò si è verificato soprattutto per la scarsissima coesione interna fra
coloro i quali si interessavano al vecchio nodo calabro. Accanto a questo si
segnala la quasi nulla presenza per le strade calabresi di indymedia, anzi si
può affermare che la figura del mediattivista vero e proprio manchi nella
regione. In definitiva anziché essere presenti nelle situazioni molto spesso
si e fatto un uso ed un abuso del mainstream. Altro elemento negativo è stato
dato dal fatto che gli scontri interni al movimento, si sono riversati sul NW
di indymedia che è diventato quasi uno specchio di tale situazione
frammentata, ecco spiegato il perché delle continue e sterili polemiche che si
sono riversate in indymedia, questo ha finito con il danneggiare la percezione
comune di indymedia e inoltre si è quasi ignorato che indymedia non è la
voce, la velina del movimento. Certamente i problemi della frammentazione si
possono ridurre ma non eliminare del tutto, bisogna però concludere che anche
le altre realtà locali e piu’ in generale italy.indymedia, hanno avuto
problemi piu’ o meno simili.
3 La volontà di creare www.calabria.indymedia.org
Esiste fra tutti i presenti i bisogno di capire l’errore per partire in un
altro modo, indymedia è infatti molto utile come strumento il quale permette
di far venire a galla molte realtà che, in particolare, in una regione
socialmente ed economicamente frammentata come la Calabria, sono altrimenti
meno coese se non addirittura visibili .
4. Riflessione su indymedia distribuita
Durate l’assemblea sono state esaminate le stampe di alcune mail
significative di italy.process. Si discute sul progetto di indymedia
distribuita che appare, nell’attuale contesto, una possibile soluzione, un
tentativo per restituire l’umanità a indymedia; in altri termini si può
superare il gap dovuto all’individualismo eccessivo nel quale versava il
progetto; è necessario che non vi sia piu’ il singolo che, senza cognizione
di causa, si pone innanzi alla tastiera e utilizza lo strumento come un mero
passatempo da giovane borghese, perso nei meandri della rete. Grazie al
progetto di indymedia distribuita, si pensa, sarà possibile avere un rinnovato
contatto fra le persone in vista di una più consapevole e responsabile gestione
del progetto. Il progetto di indymedia distribuita però genera alcune
perplessità nella misura in cui, in favore di una maggiore frammentazione,
viene a mancare un progetto unitario, ossia un piano comunicativo e in senso
lato politico, che invece caratterizzava indymedia 1.0. Certamente si tiene
presente il progetto dell’aggregatore nazionale, nel quale dovrebbero
confluire dai nodi locali i feeds, appare interessante la possibilità di
essere piu’ indipendenti e responsabili, è bene imparare a camminare da soli
e a quel punto si può parlare della possibilità di un progetto come è
appunto, l’aggregatore. Si riflette poi sulla situazione presso gli altri
nodi locali che si sono già posti al lavoro: Napoli Roma Piemonte, Lombardia
Abruzzo e ‘caso’ Toscana, si leggono i report delle diverse realtà.
5. Risorse umane: apertura verso l’esterno
La voglia di comunicare non deve porsi limiti, in questa ottica risulta
importante diffondere, parlare rivolgersi e aprirsi al territorio per far
conoscere quella che è e che vuole essere indymedia in Calabria. Tutti i
presenti sono concordi nella necessità di dar vita a numerosi incontri per
parlare ed incontrare quanta piu’ gente possibile.
6. Tech.
Tutti i presenti dichiarano di non possedere approfondite conoscenze tecniche
relative alla gestione di software, certamente il problema però non si pone
come insormontabile anche perché qualcuno può comunque sobbarcarsi il peso di
un apprendimento per porre in funzione i meccanismi necessari sempre tenendo
presente la possibilità di rapportarsi con gli altri nodi locali e questo
anche nell’ottica dell’aggregatore nazionale, per il quale sarebbe
auspicabile una omogeneità di software; sarebbe certamente auspicabile che
altra gente con magari delle avanzate competenze tech si avvicini al progetto
però bisogna ribadire che chiunque si avvicina al progetto indymedia non può
pensare di essere solo un esterno, al quale ci si rivolge solo quando si devono
risolvere problemi tech, cioè è da evitare che chi si avvicina come tech si
senta come uno specialista esterno, è necessario che chiunque voglia
partecipare, lo faccia perché consapevole delle finalità del progetto
indymedia. Per quanto riguarda l’hardware si fa presente che è stato
rinvenuto un server e si discute la recente mail di ameba e i relativi costi
presunti i quali unanimemente vengono giudicati come positivi.
7 Conclusioni
Si stabilisce, all’unanimità, la necessità di dar vita a una mailing list
temporanea su autistici, per la quale parte da ora apposita richiesta, in
attesa di inviare una richiesta al process internazionale e avere una
successiva lista process calabria. Ci si aggiorna a seguenti coordinamenti sia
i rete che non.
Esauriti gli O.d.G. la seduta è tolta alle ore 20.00





